La frase d'amore più bella.

Leggevo ieri dell’intenzione del sindaco di Bacoli di intitolare la spiaggia di Miliscola a Massimo Troisi. È la scena del bacio con Giuliana de Sio; un bacio bruttissimo, uno dei baci più brutti della storia del cinema, un limone durissimo e spudorato, mi chiedo come abbia fatto la de Sio a non fermarlo e dirgli: Uè, ricominciamo?

La trovo un’idea orrenda. Ieri stavo andando al centro commerciale a comprare nuovi jeans e nuove scarpe, e il navigatore mi ha detto: Gira a sinistra e prendi via Massimo Troisi. Mi piace che là, nell’orrendo nulla di Rozzano, spunti all’improvviso la bellezza: così come quando si va all’Ikea di Parma e ci si imbatte in via Benito Jacovitti, o come quando si ascolta la meravigliosa toponomastica reggiana in Robespierre degli Offlaga Disco Pax.

Ma quelle sono vie nel nulla, in cui un po’ di colore, come si dice, non guasta. Si tramuteranno un giorno in via Pietro Nenni, via Jacopo Sannazzaro, via Ludovico Muratori? Forse, forse no; forse qualcuno si ricorderà di Troisi, come qualcuno si ricorda di Nenni, meno degli altri, credo.

Ma quel lungomare non è casuale. Lui c’è stato, lo ha scelto, avrà fatto i sopralluoghi, avrà sentito freddo e si sarà chiuso il giubbetto, per poi riaprirlo in modo che fosse Anna a chiuderlo – e farlo apparire cos’, goffo, torbido ma limpido.

Troisi non è che non si meriti il lungomare: siamo noi che ci meritiamo di camminarci senza sapere che è stato quello, senza queste iperconnotazioni forzose che non aggiungono niente all’attore, e tolgono al mare l’anonimato del mare.

Il mare, poi, mica gli dai il nome.

Anche perché poi Troisi il nome già l’ha dato alla frase d’amore più bella in assoluto. Le supera tutte, perché le racchiude tutte. 

Ha una dizione accartocciata, perché lui è un attore del sentire, non del capire. Troisi lo senti – come De Filippo, per dire; come Dustin Hoffman. Totò paradossalmente è più cerebrale; Totò gioca con le parole, mentre Troisi stai lì, pensi se hai capito davvero o se no, trascrivi ciò che ha detto, torni indietro. È faticoso? Forse è faticoso.

Qualcuno ci ha mai spiegato che la fatica è sempre la cosa più bella del mondo?

La frase è l’unica del film che dica con dizione perfetta.

Dice: “Resta”.

Così. Resta.

Che è ciò che imploriamo, sempre, dalle persone che amiamo.

Facebook
Twitter
LinkedIn
Telegram
WhatsApp
Email

3 commenti su “La frase d’amore più bella”

  1. Michela Tognotti

    Ieri sera mi sono vista su raiplay “Buon Compleanno, Massimo” e ho realizzato che è da troppo tempo che non rivedo i suoi film, a parte “Ricomincio da tre” e “Non ci resta che piangere” di cui ho praticamente imposto la visione ai miei figli (oltre ad alcuni memorabili sketch televisivi). Non credo che guarderanno mai “Scusate il ritardo” o “Il postino”, troppo distanti dalla cultura più recente. E io? Li ho visti e poi messi da parte, guidata dall’idea che, se il tempo è poco, è meglio privilegiare le novità per non rimanere ferma sui miei passi. Che errore! L’arte di Massimo andrebbe studiata a scuola. Forse qualcuno lo fa, me lo auguro.
    Per quanto riguarda la frase d’amore, che non ricordavo, dico che mi hai spiazzata, pensavo a un pensiero più articolato.
    In quell’unica parola, detta in modo chiaro, c’è una forza unica, e determinazione, che i personaggi di Massimo non sempre hanno.
    Grazie Ivano

  2. Caro Ivano, torno proprio ora da un matrimonio per me speciale. La sposa è mia amica del liceo e università. Al suo primo matrimonio fui sua testimone, ha una figlia dell’età del mio. Lo sposo è stato mio collega e per mio figlio è sempre stato uno zio, infatti lo chiama zio. Stavolta io sono stata testimone di lui e mio figlio lo ha accompagnato all’”altare”. Per la prima volta nella mia vita ho scritto un discorso che poi ho letto. Sono partita da “amarti mi affatica” di GLF dei cccp (o sssr come ben sai), sono passata per “non ti muovere”, quando Timoteo dice idealmente a sua figlia “per me amare fu tenere il respiro di Italia tra le braccia e accorgermi che ogni altro rumore si era spento”. Per poi giungere alla conclusione che, per carità tutto molto romantico, ma l’amore non dovrebbe affaticarci o spegnere ogni altro rumore intorno a noi. L’amore è esserci, sempre. Quindi, si, “resta” è la frase d’amore più bella. Un abbraccio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

FORSE TI POSSONO INTERESSARE:

In una libreria di Urbino

Il tono di voce

Il tono di voce Qui ero in una libreria di Urbino. Era il giugno del 2017; avevo appena finito una presentazione, avremmo passato la sera

Leggi Tutto »

Il vento

Il vento Come si descrive il vento? Non lo vedi ma c’è. Se apri la finestra stasera lo senti – ma non vuoi parlare di

Leggi Tutto »
Torna in alto