La frantumazione

Stamattina abbiamo girato tre video. 

Le ho detto: Riprendimi da più vicino.

Riprendimi da più vicino, ho detto; così; ho pensato al taglio del mio volto. Abbiamo tutti volti spaccati, in Italia, abbiamo perso i denti, abbiamo setti nasali deviati dal tempo, o dal vento. Ora penso al suono di questi tasti. Sono simili, taglio e suono; procedono entrambi per frantumazioni, se avvicini le onde sonore dei tasti senti un suono continuo, se avvicini le onde frantumate del volto, le occhiaie, eccetera, ti si presenta un volto integro.

Dopo aver filmato un video, credo il primo, mi son chiesto: ma cos’è il mistero?

Ne parla Piglia citando Onetti; dice, in Teoria della prosa, che tutte le sue nouvelles girano intorno a un mistero. Stanotte ho letto Il pozzo, e devo dire che sì, è vero; c’è una quota di non detto che forse si completerà in nuovi libri e forse no, forse si dirà, forse no.

Ho letto e sto leggendo libri che parlano di tecniche narrative, ma ho voglia di insegnare il mistero, perché è quello che mi interessa.

Il mistero è il tuono che quasi ti colpisce, e ti chiedi perché ti ha lasciato in vita.

Basta questo, oggi. Adesso cucino la cacio e pepe, e poi mi vado a vedere la mostra di Mario Dondero.

Rifletterò su questa frase: Il mistero è il tuono che quasi ti colpisce, e ti chiedi perché ti ha lasciato in vita.

In foto: Mario Dondero.

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