Far fiorire un testo

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Far fiorire un racconto, un libro, o semplicemente una scena, è il modo necessario per dare alla struttura un sostegno narrativo.

Sembra un paradosso – la struttura e il plot sono fatti per sostenere, e per creare tensione, e per esplodere il senso; ma è un paradosso che ha senso nel momento in cui rivela la differenza tra lo scrittore e il narratore.

Il narratore è la persona che sta raccontando una storia. Diciamo che, se c’è una divisione tra scrittori di trama e scrittori di stile, il narratore è lo scrittore di trama. Cosa fa uno scrittore di trama? Si crea un plot, una scaletta, una struttura, eventualmente le schede-personaggio; disegna mappe, usa schede.

Cosa fa invece lo scrittore di stile? È idealmente più attento alla parte stilistica del testo che non alla trama. Questo NON vuol dire che non faccia emergere una trama, così come lo scrittore di trama NON è detto che non faccia emergere la propria voce; ma se vogliamo mettere vicini due scrittori diversi, allora penseremo a Nabokov e King. King è uno scrittore di trama, quindi un narratore; Nabokov è uno scrittore di stile e voce.

Questo è Nabokov, da La difesa di Lužin:

Un ragazzino di dieci anni le conosce bene, le sue ginocchia, nei minimi particolari: il gonfiore pruriginoso grattato a sangue, le tracce bianche di unghie sulla pelle abbronzata, e tutti quei graffi, firme lasciate da granelli di sabbia, sassolini, ramoscelli aguzzi. La zanzara volava via, sfuggendo alla sua manata; la francese gli chiedeva di starsene buono; lui, con accanimento, scoprendo i denti irregolari - che un dentista della capitale aveva legato con filo di platino - e piegando la testa coronata da un vortice, raspava e scorticava con tutte e cinque le dita il punto offeso: e adagio, con orrore crescente, la francese si protendeva verso l'album da disegno aperto, verso l'incredibile caricatura.

E questo invece è Stephen King, da Stagioni diverse:

Uno come me, sono sicuro, c'è in ogni prigione d'America, statale o federale — io sono quello che vi procura la roba. Sigarette confezionate o spinelli — se è quello il vostro debole — una bottiglia di brandy per festeggiare il diploma del figlio, o della figlia, praticamente qualsiasi cosa... nei limiti del ragionevole, cioè.

A volte lo stesso scrittore può privilegiare un’attenzione piuttosto che un’altra. Per quanto mi riguarda, La conservazione metodica del dolore è un libro del secondo tipo, più attento allo stile; L’Argentino è più del primo tipo, attento alla trama. Questo non vuol dire che uno non avesse trama, o l’altro voce; semplicemente, che la tensione era più verso un elemento, o l’altro.

A questo punto, cosa significa far fiorire un testo? Significa, nel passaggio dal plot o dalla bozza, iniziare ad allargarlo, riempire di dettagli, e far intervenire la scrittura per gestire le sfumature narrative.

Faccio un esempio.

Fingiamo che io abbia una storia che riguarda uno scrittore jugoslavo che fugge a Parigi durante il regime di Tito per inseguire una donna, ma che è costretto a lasciare a Srebrenica il suo ultimo manoscritto. (Me la sono appena inventata, sì, e sì, sto pensando ovviamente a Danilo Kiš).

Fingiamo che nel progettare il testo, io scriva una scena così:

Lo scrittore corre fuori dall'edificio. Suo fratello lo rincorre per dargli il manoscritto; lo scrittore prende il taxi e si allontana, per scoprire che il manoscritto è quello sbagliato.

Cosa significa farla fiorire? Significa stare dentro alla scena, facendosi aiutare da dettagli sensoriali semplici e complessi, in modo da cogliere nella scena potenzialità, eventuali sviluppi, o anche solo la bellezza!

Quindi, per esempio:

Lo scrittore corre fuori dall'edificio, mentre all'appartamento di sotto sente bussare con forza. Sente una persona che lo rincorre. Prende un qualcosa da terra e si apposta dietro un angolo per colpirlo; ma è suo fratello. Gli dà una fotografia di Tito e il manoscritto. Lo scrittore lo ringrazia, prende il taxi e si allontana; poi scopre che il manoscritto è quello sbagliato. Dice qualcosa al tassista, che accosta; poi gli dice di andare.

È bello, è brutto? Nella stesura non ci si chiede tanto quello; ci si chiede se è sensato. Il bello arriva dopo; qui abbiamo bisogno del bello funzionale, che è un’altra cosa.

Che senso ha la foto di Tito? Boh. Forse ha un valore simbolico, forse porterà avanti la storia, forse entrambi. Magari c’è l’indirizzo di lei a Parigi, o che ne so, un ricordo tutto loro… O forse ancora, il fratello la interpreta in un modo e lui in un altro. Fatto sta che mi è venuto così; e così al momento lo tengo. 

Scrivere in questo modo regala diversi nuovi aspetti alla scrittura. Uno è che la procedura di outlining, ossia, banalmente, di tratteggiamento della storia, di sketch della storia, non si rivela più una procedura noiosa; diventa, anzi, il punto che mancava alla nostra storia – il modo che ha la scrittura di muoversi da dov’è, legandosi a una trama definita anche nelle nostre teste.

Poi, se volete valorizzare la vostra storia insieme, potete continuare a leggermi qui; o contattarmi per un ciclo di lezioni insieme, per ottenere il meglio dalla vostra scrittura e del vostro testo.

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5 commenti su “Far fiorire un testo”

  1. Far fiorire un testo.
    E’ una bella espressione, ti porta ad aprire la storia come una corolla, a colorarla come i petali, a renderla stabile come il gambo che resiste a venti spietati, e a portarla verso l’esterno come foglie, piccole storie parallele.
    Mi piace.
    Bentornato.

  2. Michela Tognotti

    Quello che mi crea dubbi è proprio la voce, perché non riesco a capire qual è il momento di farla tacere: mi capita di usarla per esplicare gli stati d’animo dei personaggi, quando scrivo in terza persona. Temo di non sapermi regolare. Ho un po’ di confusione in testa, devo riflettere bene su ciò che hai scritto, perché è molto importante. Ma sono fiduciosa!

    1. La voce, che incorpora il tono di voce, è sostanzialmente il tuo stile personale e inconfondibile, la tua modalità.
      Se leggi i grandi scrittori, per dire, hanno una voce inconfondibile. Ma non è che è inconfondibile perché sono grandi scrittori: sono grandi scrittori perché è inconfondibile. Se leggi Kafka, ti accorgi che è Kafka anche se non te lo dicono.
      Devi semplicemente allenarti a dire le cose come le vuoi dire tu.

  3. Antonella Zanca

    Ho la sensazione di aver fatto fiorire pagine e pagine fino a farle appassire. Dovrò concentrarmi su un fiore solo.

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